Dagli esodati ai prestiti garantiti, ma non concessi: è il trionfo dello scaricabarile
Dagli esodati ai prestiti garantiti, ma non concessi: è il trionfo dello scaricabarile

Dagli esodati ai prestiti garantiti, ma non concessi: è il trionfo dello scaricabarile

Dagli esodati ai prestiti garantiti, ma non concessi, è il trionfo dello scaricabarile. Ricordate la drammatica vicenda degli esodati? Nel pieno della tempesta del 2011, che rischiava di vedere il nostro Paese finire in bancarotta, vennero approvate dal Governo Monti diverse misure di austerità tra cui la riforma Fornero (dal nome del ministro del Lavoro), che allungava in modo pesante età e requisiti per le pensioni. E che ebbe come effetto immediato di scaraventare circa 350mila persone nell’incubo di un’orribile terra di mezzo.
Si trattava di lavoratori che avevano lasciato il posto di lavoro con agevolazioni o per crisi aziendali e ai quali mancava poco per poter ricevere l’assegno dall’Inps, ma che la nuova legge lasciava non solo senza il lavoro che già non avevano più, ma anche senza la pensione per molti anni.
Un gran pasticcio, a partire dal numero effettivo degli esodati, per ottenere il quale ci volle un bel po’ di tempo. Da allora ci sono stati ben otto provvedimenti per cercare di aiutare queste persone.
Ma quello che incise in modo brutale e gigantesco fu l’odiosa prassi dello scaricabarile. La politica diede sfoggio della solita rappresentazione fatta di accuse reciproche, però anche gli uffici pubblici, a partire dall’Inps, preposti per cercare di dare una risposta a quei disperati padri di famiglia, non dimostrarono un minimo di impegno aggiuntivo per far fronte a chi chiedeva aiuto.
“Siamo sotto organico”, “ci sono le ferie” erano le frasi che si sentivano spesso ripetere quelli che chiedevano informazioni. Ma lavorare qualche ora in più in un momento drammatico per i propri concittadini non sarebbe stato un bel gesto?
Ora trasferiamoci a oggi, dove lo scaricabarile nazionale sta girando a pieno ritmo su altri due fronti caldissimi: quello della cassa integrazione e quello dei prestiti garantiti dallo Stato. Sulla “cassa” ci sono tanti lavoratori, all’angolo dopo mesi di lockdown per il fermo delle aziende, disperati perché non hanno ancora ricevuto l’assegno.
Allora la domanda: ma perché, con tutti questi annunci di maxi stanziamenti, aiuti ecc. non si trovano le risorse per potenziare le strutture preposte a queste pratiche? Ognuno di noi, che non vive in una bolla lontana dalla realtà, il dramma lo sente ogni giorno facendo la fila davanti a un negozio, nel racconto di un’edicolante. Ci sono famiglie disperate.
Passiamo ai prestiti garantiti al 100% dallo Stato. Anche in questo caso le domande di imprese, artigiani, professionisti, sono invischiate stavolta nella burocrazia riversata sulle  banche alle quali, a loro volta, è stata lasciata da Bankitalia ampia discrezionalità senza una linea comune e obbligatoria da seguire.
Alla fine, per ottenere i 25mila euro “senza condizioni”, serviva una marea di documenti, ora alleggerita dall’autocertificazione, ma, soprattutto, gli istituti di credito a meno che il richiedente non sia conosciuto, tuttora devono verificarne l’affidabilità, altrimenti rischiano anche penalmente.
Che dite, è o non è un sistema che codifica lo scaricabarile?
Eppure siamo in una situazione straordinaria, mai accaduta, in cui elogiamo la rapidità di chi, grazie a Dio, lotta per salvare vite negli ospedali, ma non riusciamo a imporre percorsi snelli per dare ossigeno anche all’economia. E, soprattutto, alla fine trovare qualcuno responsabile di qualcosa.
Massimo Esposti
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