BtpFutura

BtpFutura? No grazie è troppo rischioso

Offerto agli italiani il "cerino" esplosivo del Debito Pubblico

BtpFutura? No grazie è troppo rischioso

8 Giugno 2020

Ore 9.09. Ho appena ricevuto la mail di Maurizio Mazziero. Il Debito Pubblico italiano per lui non ha segreti. La mail racconta che: “Secondo le stime a fine giugno il debito italiano sarà compreso tra 2.516 e 2.521 mld, mentre a fine anno potrebbe trovarsi tra 2.550 e 2.880 mld”.

Rifletto su questi numeri. Peggiorano, giorno dopo giorno.

L’Italia ha un debito insostenibile. L’Italia senza il supporto della BCE sarebbe già fallita. Non è un caso che si parli continuamente di “patrimoniale” e se ne ipotizza una imponente. Le voci che girano raccontano di un possibile prelievo forzoso intorno al 10% della ricchezza.

Quello che non si comprende ancora è cosa verrà vessato.

I Conti Correnti?

L’intera massa delle attività finanziarie (cioè qualunque strumento che sia monetizzabile)?

Gli immobili?

Di tutto un pò?

Faccio due conti insieme a voi.

Sui conti correnti ci sono 1.513mld. Il 10%, cioè 153mld non sarebbero sufficienti per ridurre il debito. Riguardando le stime di Mazziero  possiamo notare che la sola crescita del debito prevista quest’anno lo porterebbe dai 2.465mld di aprile ai circa 2.600-2.700 mld di fine anno, con un incremento di 135-235mld. Insomma “derubare” i conti correnti non servirebbe a niente. Ma se ai conti correnti si sommasse l’intera massa monetaria si arriverebbe a 4.400 mld. Il 10% di questi sarebbero 440 mld, una somma che potrebbe valere qualcosa, se non altro servirebbe a tenere buoni i tedeschi e soprattutto gli irriducibili ed austeri popoli del nord Europa che mal sopportano i nostri inutili sprechi. Ma i 440mld in un anno sarebbero già di nuovo cancellati dal rinnovo dello stock di titoli di stato che, su un esercizio di 12 mesi, ha un “rolling” un rinnovo, proprio di circa 400mld.

Ma se alle masse finanziarie si aggiungessero anche le rendite catastali, si arriverebbe ad un valore totale che sfiorerebbe i 10.000mld  ed il 10% di questi sarebbero 1.000mld una somma che quasi dimezzerebbe il Debito Pubblico del Paese.

Intanto, credendo erroneamente di farla franca, tanti italiani impauriti stanno portando i soldi all’estero, per la gioia delle banche svizzere, ma soprattutto austriache, che sono pronte ad aspettare a braccia aperte i capitali in arrivo dall’Italia.

Ore 11.23. Squilla il telefono. E’ il professor Paolo Legrenzi parlo con lui dei miei timori. La sua risposta mi lascia a bocca aperta :”Gli italiani sono così poco accorti ai loro risparmi che se il Governo li investisse di mille piccole tasse invece che con un’unica patrimoniale, forse neanche se ne accorgerebbero”.

Ci scherza su, poi riprende:” A mio avviso il vero rischio è legato alle nuove tasse di successione”.

Le tasse di successione. Effettivamente in Italia rappresentano un “unicum” rispetto ad altri Paesi dell’Unione.

Pensate che se un tedesco volesse lasciare in eredità 1 milione di euro, pagherebbe circa 125mila euro di successione. Un francese ne pagherebbe 175mila. Un inglese addirittura 250mila. Noi non pagheremmo nulla.

Non avevo pensato alle tasse di successione. Pensate, però, se portassero la franchigia a 300mila euro, ci sarebbero persone costrette a vendere appartamenti per pagare le imposte di successione.

Ore 12:33.  Un’altra mail. Stavolta dell’amico Paolo Zucca. Mi manda la nota sul nuovo BTP Futura.

E’ il nuovo Titolo di Stato esclusivamente dedicato ai risparmiatori…BTP Futura, il primo Titolo di Stato 100% retail, e’ pensato per “il futuro del Paese” perché l’emissione sarà interamente dedicata a finanziare le spese previste dagli ultimi provvedimenti varati dal Governo per affrontare l’emergenza da Covid-19 e sostenere la ripresa del Paese.

Stavolta mi tremano le gambe. Noi come Paese siamo già indebitati e cosa facciamo per risolvere i nostri problemi di debito? Ne facciamo altro. Non ci preoccupiamo di guadagnare di più per provare a rimborsare con parte dei nuovi guadagni il debito già accantonato. No, ne facciamo dell’altro. Sommiamo debito a debito, problemi a problemi. Più il debito cresce, più si avvicina il momento della resa dei conti. Più si avvicina il momento del fallimento.

Far leva sul patriottismo significa prendere in giro gli italiani. Metterne a rischio patrimonio. Prestereste dei soldi a chi non è già in grado di restituire il debito enorme che ha contratto?

Ma da italiani investireste sulle migliori aziende del Paese? Vi piacerebbe diventare soci (quindi riceverne gli utili) di aziende che negli ultimi 10 anni avrebbero fatto crescere i vostri risparmi ad una media del 12-13% l’anno?

Basta debito.

Il debito si batte con la crescita. La crescita alimenta ricchezza e con la ricchezza si estingue il debito. La strada c’è e non passa per la sola spesa, non passa per la sottoscrizione di altri titoli di stato, di altri BTP.

L’ Impresa Italia è unica nel suo genere. L’Impresa Italia è agroalimentare, è turismo, è belle arti, è un territorio unico. E’ mare e monti, è musei unici al Mondo. L’Impresa Italia è migliaia di piccole, medie e grandi imprese capaci di affermarsi per inventiva, creatività, qualità e prodotti sulla scena internazionale. L’impresa Italia è oro inesauribile che può essere sostenuto ed alimentato da risparmi che invece, da anni languono su strumenti finanziari che non sono in grado di alimentarne la crescita

Ore 23:04

Stavolta Massimo Esposti usa Whatsapp. Mi manda un articolo tratto da Repubblica (versione web). Il titolo è terribile per la storia che racconta: Cassa Integrazione: ritardi nei pagamenti, noi senza aiuti da oltre 100 giorni.

E’ terribile. Lo ripeto a me stesso. In un Paese normale non può accadere.  Ma lo siamo? No che non lo siamo. Siamo un Paese pieno di debiti, pieno di problemi, un Paese che non funziona per quanto è ingessato dalla burocrazia, un Paese che deve far affidamento sugli altri (Europa) per alimentare la propria liquidità e quella delle proprie banche.

Siamo questo.

E voi prestereste i soldi ad un Paese così indebitato?

Sarei curioso di vedere cosa scriveranno sulle schede di sottoscrizione dei BTP Futura alla voce “rischio investimento.” Mifid 2 pensaci tu…

BTP Futura?!

Così il futuro è già scritto, e non è quello che ci aspetteremmo di avere in un Paese straordinario come il nostro.

Le parole chiave sono crescita e fiducia. La crescita passa per investimenti che producano ricchezza, la fiducia attraverso la garanzia che le scelte degli investitori siano tutelate da regole chiare che non vengano modificate ad ogni stornir di fronde.

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