Covid-19

Covid-19: in Italia più di 3 milioni di contagiati

Al crescere del numero dei tamponi le proiezioni diventano più affidabili

Covid-19: in Italia più di 3 milioni di contagiati

 

Potrebbero essere almeno 3,1 milioni gli italiani che hanno già contratto il Covid-19. I numeri sono facilmente desumibili in base alle proiezioni realizzate mettendo in relazione la popolazione analizzata con tampone con le persone risultate infette e proiettando poi i dati su scala nazionale  in ragione della popolazione totale (60 milioni). Ma analizziamo i dati.

Tabella protezione civile
Riportiamo qui la tabella relativa al 13 giugno 2020. I dati sono forniti dalla Protezione Civile (è sul loro sito che è possibile trovare la tabella allegata).

Facciamo un pò d’ordine:

        1. I tamponi registrati in tutto il Paese sono                                                                     4.564.000  
        2. le persone infette in tutto il Paese sono                                                                           235.651
        3. 235mila infetti ogni 4,5 milioni di tamponi portano a                                                  3 .111.000    
        4. il rapporto tra infetti e popolazione  secondo queste stime sarebbe dello                        5,85%

 

Sviluppando la proiezione anche in base alla Lombardia potremmo notare facilmente come la situazione in base alla popolazione della regione (10 milioni di abitanti) ci fornisce numeri completamente diversi.

 

        1. I tamponi registrati in tutta la regione sono                                                                      883.000  
        2. le persone infette in Lombardia sono                                                                                   91.400
        3. 235mila infetti ogni 4,5 milioni di tamponi portano ad un potenziale infetti di           1.000.000    
        4. il rapporto tra infetti e popolazione  secondo queste stime sarebbe dello                           10%

 

E’ interessante notare come ritornando indietro nel tempo  di un paio di mesi i dati cambiano notevolmente. Tale risultato arrivava da un lato a causa della maggior potenza che il virus esprimeva in quel periodo, dall’altro anche perché un minor numero di tamponi rappresenta e proietta una dato meno stabile ed affidabile, così come avviene per le proiezioni elettorali quando durante lo scrutinio più ci si avvicina al massimo dei voti estratti dall’urna, più il risultato si stabilizza.,

 

Nel caso del 5 aprile questi soni i dati divulgati dalla Protezione Civile .Mettendoli in prospettiva, in quella data avremmo avuto:

 

              1. un potenziale di infetti pari a              3.386.000  (dato Lombardia)   33,86%
              2. un potenziale di infetti pari a             11.192.000   (dato Italia)               18,65%

Si tratta di numeri tre volte più alti rispetto ad oggi, che quindi testimoniano, da un lato la maggior forza della malattia, che si era meno capaci di curare rispetto ad oggi, e sicuramente anche una minor affidabilità dei numeri stessi che, proprio perché inaffidabili, non sarebbe stato giusto divulgare così come fatto in quei giorni senza avere un congruo rapporto con i tamponi effettuati.

Bisognerebbe davvero  effettuare uno screening di quasi tutta la popolazione per avere un dato sempre più affidabile. In ragione di tali considerazioni andrebbero  rivisti  tutti i numeri di mortalità, letalità, virulenza e contagio.

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