I limiti dell'Italia digitale
I limiti dell'Italia digitale

I limiti dell’Italia digitale

I limiti dell’Italia digitale. Nella competitività digitale l’Italia ha ancora dei limiti, che nei mesi di quarantena abbiamo vissuto direttamente.

In sostanza, quasi ogni giorno, nella programmazione e svolgimento del nostro lavoro, abbiamo visto dei rallentamenti nelle linee internet sia dei dispositivi mobili che del personal computer.

I dati sono in effetti abbastanza chiari e l’Italia risulta essere in 24esima posizione nella classifica dei paesi europei della competitività on line.
Solo il 44% degli italiani tra i 16 e i 74 anni presenta competenze digitali di base contro il

57% della media europea, e addirittura il 19% non ha mai utilizzato Internet nella sua vita.

È chiaro che la competitività digitale non è certamente il nostro punto di forza nazionale. Nel rapporto del 2019 dedicato all’Italia viene mostrato anche l’andamento del nostro Paese dal 2017 al 2019 rispetto alla media dei 28 Paesi Ue. L’anno scorso il punteggio della nostra nazione ha segnato un +20 per cento rispetto al punteggio di 36,5 registrato nel 2017, mentre la media Ue è cresciuta di un +11,9 per cento rispetto al punteggio di 46,5 del 2017.

La posizione in classifica del nostro Paese è rimasta però costante al ventiquattresimo posto.

«L’Italia è in buona posizione, sebbene ancora al di sotto della media dell’Ue, in materia di connettività e servizi pubblici digitali», spiega il rapporto dedicato al nostro Paese.

Infatti, anche se ci ritroviamo in basso nella classifica degli stati, i servizi pubblici online sono disponibili e la diffusione dei servizi medici digitali sono ormai una prassi.

E la rete? È presente e rapida?

La copertura a banda larga veloce e la diffusione del suo utilizzo sono in crescita, anche se sono ancora al dì sotto della media. Altro discorso è invece la disponibilità di reti superveloci, per cui siamo ancora oggettivamente indietro.

Il problema è semplicemente tecnologico e della rete?
Credo che sia in realtà un deficit della formazione e delle competenze.

Le competenze digitali di base, infatti, non sono ancora possedute da gran parte della popolazione. Rimangono ancora problemi significativi: tre persone su dieci non utilizzano ancora Internet e più della metà dei cittadini non ha un adeguato livello delle competenze digitali.

Dunque è vero che secondo il report Desi 2019 meno della metà di chi ha tra i 16 e i 74 anni in Italia ha competenze digitali di base, ossia sa usare per esempio un computer o uno smartphone, ma come specifica il rapporto questi dati sono del 2016.
Quindi il miglior investimento è quello che si può dedicare allo studio e alla formazione. Solo formandosi non si resta indietro, e, se non ora, quando è il momento migliore per approfondire, analizzare sperimentare e acquisire nuove e utilissime competenze?
Andiamo di pari passo con l’evoluzione tecnologica e l’adeguamento della rete e non  facciamoci trovare impreparati.
Il futuro della competitività digitale è adesso!

Umberto Macchi
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