Btp Futura

Futura un BTP indicizzato al niente.

Indicizzato al PIL che non c'è e ad un crescente rischio emittente

Futura un BTP indicizzato al niente.

Quello che penso dell’eccesso  di Btp in questo periodo è cosa risaputa. Tuttavia, un aspetto mi ha colpito particolarmente relativamente alla definizione dei parametri e delle caratteristiche del nuovo BTP Futura: il suo ancoraggio al  PIL, alla crescita del PIL nominale, per la precisione. Per spiegare cosa mi ha incuriosito vorrei fare un passo indietro e farvi leggere qualche riga dell’articolo pubblicato proprio ieri sul mio blog a firma di Paolo Zucca.

https://www.leopoldogasbarro.it/2020/06/19/btp-futura-incitare-il-pil-e-temere-linflazione/

Di quest’articolo  voglio riprendere  uno stralcio  particolarmente interessante che riguarda proprio l’indicizzazione:

L’indicizzazioneIl Tesoro ha chiarito che i titoli in offerta avranno un premio fedeltà finale collegato alla crescita del Pil Nominale. Da un minimo dell’1% si potrà arrivare a un massimo del 3 percento dell’investimento. Per Pil, Prodotto interno lordo, si intende l’ammontare del valore prodotto in un Paese nel corso dell’anno, escludendo produzione per autoconsumo e altro. Per “Nominale” si intende calcolato a valori correnti ed è un elemento da tenere presente perché lo differenzia dal Pil “Reale” che è invece il valore della produzione ipotizzando prezzi immobili e non ci fosse l’inflazione. Ad esempio, aver prodotto 10 frigoriferi a 450 euro porta a 4.500 euro, aver prodotto 9 frigoriferi l’anno dopo venduti a 500 euro porta sempre a 4.500 euro ma la produzione è scesa. Il Pil “Reale” fotografa meglio la ripresa dei volumi.

Bene. Ciò visto facciamo una considerazione: come farà il PIL italiano a crescere nei prossimi 10 anni? Perché ciò accada ci vorrebbero investimenti, ci vorrebbe la riapertura di cantieri destinati ad opere pubbliche importanti che invece sono rimaste bloccate, ci vorrebbe un piano strategico di medio-lungo periodo che in questo Paese manca da un bel pò. Tra l’altro il  PIL per il 2020 è previsto in fortissimo calo. Il Fondo Monetario Internazionale aveva ipotizzato un crollo del 9%, ma dopo il lockdown c’è chi ipotizza una discesa fino a 12-14 punti. Insomma, una situazione che lascia sperare poco in una ripresa. Inoltre i ritardi degli interventi  economici previsti per la pandemia stanno mettendo in ginocchio proprio quel sistema di piccole e micro aziende che rappresentano il tessuto portante dell’economia italiana. Certo per il 2021 il PIL è previsto in rialzo, ma dopo un -9% o addirittura un -12% non immaginare neanche un rimbalzo fisiologico vorrebbe dire che il Paese avrebbe proprio chiuso i battenti.

Ed allora, senza interventi strutturali di medio lungo termine, senza interventi veloci oggi che possano salvare il tessuto  imprenditoriale, la ripresa italiana, laddove ci dovesse, sarà asfittica come quella degli anni scorsi e, con il PIL sempre prossimo allo zero, anche per il BTP futura ci sarà poco a cui essere indicizzati.

Il titolo dell’articolo già citato dell’amico Paolo Zucca: “BTP futura…incitare il PIL”, rischia di diventare u’illusione, una chimera. Per il PIL non serve “incitamento” servono scelte e piani strategici straordinari.

A proposito. In questa situazione il livello di rischio dell’emittente cresce notevolmente, sarà il caso di tenerlo presente in sede di ulteriori sottoscrizioni. Cresce  anche la concentrazione di rischio sullo stesso emittente. Non dimentichiamo che abbiamo i nostri conti correnti presso banche italiane, le masse di risparmio sono tutte denominate in euro, titolo ed azioni che comperiamo sono tutti a marchio Italia, un marchio che se è straordinariamente  apprezzato a livello impresa, bellezze Paese e creatività, dall’altro, invece, è davvero in condizioni pericolose, come detto dal presidente di Consob Savona, dal punto di vista dei conti pubblici e del rapporto debito pubblico-PIL.

Ed allora, forse oggi più che mai, è arrivato il momento di comprendere la forza della diversificazione ed utilizzarla in maniera tale da evitare concentrazioni che rischierebbero di non avere proprio nulla di patriottico.

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