La seconda grande corsa all’oro
La seconda grande corsa all’oro

La seconda grande corsa all’oro

La seconda grande corsa all’oro.Dopo la prima grande corsa all’oro occorsa circa 50 anni prima in California, la seconda grande epopea dei cercatori d’oro avvenne nel 1898 nei territori compresi tra il Canada nord-occidentale e l’Alaska, nei fiumi Yukon e Klondike (chi, come me, era patito di fumetti non può non ricordare Zio Paperone che raccontava come, da giovane, divenne ricco proprio cercando l’oro nel Klondike).

Nell’agosto del 1896 un gruppo di cercatori d’oro scoprì dei ricchi giacimenti lungo il corso del fiume Klondike, nella località nota come il Fosso del Coniglio. La notizia si diffuse e nei mesi successivi circa 100.000 persone arrivarono nel territorio dello Yukon da tutta l’America e da diverse parti del mondo: liberi professionisti, insegnanti, medici, contadini, tutti volevano partecipare alla corsa e diventare ricchi in poco tempo.

Dawson City, la città simbolo della corsa all’oro, passò in breve tempo da poche decine di abitanti a circa 30.000 con grandi problemi relativi all’affluenza improvvisa ed alla conseguente carenza di generi alimentari (che dovevano essere trasportati fin lì). Tra i partecipanti a quella straordinaria avventura vi fu il famoso scrittore Jack London (Zanna Bianca e Il richiamo della foresta) che descrisse le condizioni di vita in quei luoghi così aspri e difficili, soprattutto a causa delle condizioni climatiche estreme.

Alla fine, come sempre, in pochi si arricchirono, molti ci lasciarono la vita e molti ritornarono a casa più poveri di prima.

La seconda grande corsa all’oro

Oggi assistiamo, se non a una corsa all’oro, comunque a comportamenti che hanno poco di razionale e che testimoniano la voglia e la frenesia di tanti risparmiatori che – sperando di trovare la pepita d’oro nel fiume dei mercati – si avventurano in operazioni a volte spericolate, talvolta guadagnando ma più spesso rovinandosi.

Ho letto in questi giorni, ed è stato confermato anche da importanti gestori, che – soprattutto negli Usa ma anche in Europa – moltissimi clienti hanno utilizzato i sussidi ricevuti nel periodo del lockdown per fare operazioni speculative generando una vera e propria esplosione dei volumi del trading on line.

Così si spiegano ad esempio i rialzi spettacolari di alcuni titoli in questi giorni: dalle azioni di quella società (Nikola) balzata alle cronache per la sua intenzione di produrre camion all’idrogeno (operazione che sembra coinvolga l’italiana Iveco) e che – in poco tempo – è esplosa fino ad avere una capitalizzazione di mercato superiore a quella della Ford non avendo sinora prodotto un camion che è uno nella sua storia…

La seconda grande corsa all’oro

 

… di Tesla, che dall’inizio dell’anno vede raddoppiare la sua quotazione e capitalizza più di GM, Ford, Fiat ChrylserDaimler e Ferrari… tutte insieme.

La seconda grande corsa all’oro

I risparmiatori hanno la tendenza a dimenticare i propri errori e a riproporli nella stessa identica maniera tempo dopo, salvo poi – nel caso subiscano perdite a causa di questi comportamenti – inveire contro il mercato azionario reo di averli puniti.

Ci sono innumerevoli citazioni di illustri investitori e/o economisti che possono essere portati ad esempio per spiegare che investire è cosa ben diversa dal fare trading (operazione legittima ma rischiosa); da Warren Buffett (“i mercati finanziari sono un formidabile strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti”) a Paul Samuelson (“investire è un po’ come aspettare che la vernice si asciughi o che l’erba cresca. Se volete delle emozioni prendete 800 dollari e andate a Las Vegas”) a Benjamin Graham (“il problema principale per l’investitore, forse il suo peggior nemico, è probabilmente sé stesso”).

Mr. Market (come viene amichevolmente definito) fa il suo lavoro: oscilla, tentenna ma tendenzialmente cresce, seguendo la crescita dell’economia mondiale, e premia chi si affida nel lungo termine perseguendo gli obiettivi di vita (pensione, capitale per i figli, emergenze, acquisto casa ecc…).
Anche uscire ed entrare continuamente dal mercato pensando di trovare il giusto timing è operazione che – diversamente da quanto si pensi – spesso porta a risultati deludenti.

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Massimiliano Maccari

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