Meno informazione? Informazione più chiara ed affidabile? Nella guerra delle notizie perde il cittadino comune, confuso e smarrito, preda di paure e incomprensioni.
Covid-19

La guerra delle notizie. Meno sarebbe meglio.

La guerra delle notizie. Meno sarebbe meglio.

LESS IS MORE, direbbero gli inglesi, meno sarebbe meglio. E’ quello che penso ogni volta che, inevitabilmente, inciampo nella palude delle notizie quotidiane qualunque sia la fonte o il tipo di canale che le trasmetta. Sta di fatto che la nostra quotidianità contrassegnata do una bulimia informativa, che contrappone notizie, confutazioni e smentite nel giro di poche righe e che non ci risparmia del senso di sazietà, né ci ripara da quello di confusione totale.

Meno, sarebbe meglio.. .Almeno di questi tempi.

Perché, in qualunque modo si scelga di essere informati il rischio di essere travolti cresce sempre di più.

Mascherina Sì, mascherina No?

Ospedali pieni o vuoti? Terapie intensive al tracollo o senza pazienti? Persino i numeri sembrano non essere più gli stessi.

Scuole perché Sì, scuole perché No? Decide il banco..  .

Negazionisti, Allarmisti, Menefreghisti. Leggi di tutto.

Mi chiedo come l’uomo semplice, come ognuno di noi debba o possa orientarsi in questo mare caotico e confusionario.

Oltre al danno, anche la beffa: la confusione impera quando l’informazione diventa ed è di più facile accesso.

Ma l’informazione non dovrebbe servire a fare chiarezza?

Ecco il punto: chiunque voglia, oggi, farsi un’idea in merito al quadro della situazione, non può farlo, non può riuscirci. E non ci riesce perché è in atto una vera e propria guerra delle notizie.

Mi correggo: è’ in atto, anche, una guerra delle notizie. Quanti sono i fronti aperti?

Io leggo tanto, per curiosità e per necessità.

In questi giorni “leggo” anche punte di mal sopportazione, indizi d’insofferenza, tracce di quell’irrequietezza che vorrei non cogliere, ma che comprendo.

Preso a prestito, per un attimo, dalla medicina tradizionale cinese, il concetto di Yin e Yang ben si presta, a questo punto, a rappresentare la dualità (questa volta tutt’altro che salvifica) tipica dei tempi difficili che viviamo: la nostra è un’era in cui se è vero che adesso è Nero, è pur vero tra un attimo sarà tutto di nuovo Bianco.

La pressione dell’incerto non può essere retta sulle lunghe percorrenze.

L’uomo non è fatto per gestire a lungo l’incertezza, da qualunque fonte si generi e propaghi. Un corpo felice e consapevole dei propri mezzi è “l’ospedale più attrezzato del mondo”.

 

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Francesca Lauro

Vivo e lavoro in Penisola Sorrentina, Mi occupo di consulenza finanziaria da circa venti anni: la ritengo una professione importante e in grado di crescere attraverso la Forza delle relazioni che riesce a esprimere. Credo fortemente nell’utilità della pianificazione, che ne è la “rappresentante” sul piano esperienziale, e nella sua importanza strategica per la vita delle persone. La mia è un’attività di tipo progettuale: serve a ^pianificare^ Obiettivi, crea progetti adatti a soddisfare bisogni, richiede Motiv-Azione ed è utile per risolvere Esigenze. Me ne occupo, insieme ai miei clienti, dal 2001 e se dovessi disegnarla, la farei rotonda: è una consulenza che va dalla gestione di portafogli finanziari d’investimento, alla costruzione di piani pensionistici, all’adozione di soluzioni assicurative inclusa la protezione del patrimonio e arriva fino alla gestione del passaggio generazionale dei beni. Nella migliore delle ipotesi è fatta, appunto, ^di tutto, un po’^.. Gli studi universitari e la laurea in Sociologia mi aiutano ad assegnare centralità alla Relazione Interpersonale e a riconoscerne il Baricentro: la Condivisione. La formazione bancaria e la specializzazione Efpa, raggiunta con la certificazione di European Financial Advisor, mi consentono di affinare costantemente le mie competenze e di rinnovare la conoscenza degli strumenti validi e indispensabili a una professionalità che voglia essere di valore e quanto mai consapevole. Ho studiato Francese all’Alliance Francaise di Parigi e mi diverto a tradurre libri: adoro “mediare”. Mi appassiona ogni tipo d’intelligenza e mi conquista, non è un caso, l’ironia. Mi convince la fedeltà a un Progetto, ancor di più mi vince la Fiducia, quella a prescindere (donata e ricevuta) .. Non trovo ancora ciò che mi avvilisca sul serio, tranne l’idiozia. Sento di avere ogni giorno un’età diversa. E mi piace perdere il conto degli anni, piuttosto conto gli attimi. Spero di aver voglia domani di scrivere un libro e, intanto, punto a vivere la mia vita in modo da non fare alcuno sforzo a riempirne le pagine. La mia più grande passione, insieme allo smooth jazz, è fatta di ^ ..Ritmo, Nervi, Forza e Carattere ^ [cit]: È il Tango.

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