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I Mercati sono conversazioni

I Mercati sono Conversazioni. Qualche sera fa’ mi è capitato di rivedere un film di Paolo Virzì del 2014 il cui incipit narrativo è l’omicidio colposo inferto da un SUV ai danni di un ciclista che, costretto fuori della propria carreggiata, esce tragicamente di scena.

Compito della perizia assicurativa è valutare quell’insieme di parametri specifici utili a stabilire il quantum di Vita Umana andato perso nell’incidente e, quindi, da indennizzare: fattori economici come le potenzialità di guadagno, criteri sociali come la quantità e la qualità dei legami affettivi della vittima, finanche la stessa aspettativa di vita, entreranno nel computo di tale conteggio.

Una volta valorizzati tutti gli addendi, si giunge all’importo spettante come riparazione: un risarcimento che varia di volta in volta secondo chi, quella vita, l’abbia lasciata.

I periti assicurativi lo chiamano “Capitale Umano”, che dà il titolo al film omonimo.

Il focus narrativo, con la pellicola che comincia dalla fine, mi spinge a ripensare alla tridimensionalità dei tempi della Vita. Rifletto su come la pianificazione finanziaria li attraversi tutti: un’eredità arriva dal passato, una rendita pensionistica, in futuro.

Qual è, pertanto, il presupposto affinché la “consecutio temporum” funzioni anche in finanza?
Che si pianifichi il risparmio nel Tempo Presente.

E’ indubbio però che ognuno di noi assegni valori e priorità diverse agli aspetti della vita: l’idea, per esempio, di attrezzarsi per tempo per affrontare adeguatamente i cambiamenti di “stagione” cambia da persona a persona. Fatto salvo, immagino, un comune denominatore: alzi la mano chi non gradirebbe “immunizzarsi finanziariamente” dai temporali della vita ?!

Vi siete mai chiesti, per esempio, quanto “valga” la serenità di un genitore che abbia già accantonato le giuste risorse finanziarie per sostenere i figli nei propri percorsi di crescita e di studio?
Ebbene, domandarsi quanto costerà l’istruzione di un figlio può essere quanto mai opportuno per accompagnarlo adeguatamente in quel tipo di percorso. Si parla d’importi spesso rilevanti che, pur fermando i calcoli ben prima dell’ingresso all’Università, lascerebbero in difficoltà molte famiglie, se non pianificati in tempo utile, arrivando perfino a essere proibitivi, talvolta.

Come d’altronde sottovalutare il benessere derivante dalla sicurezza di poter sostenere un’adeguata assistenza sanitaria a chi in famiglia, sempre più avanti negli anni, dovesse avere bisogno di cure mediche specialistiche, vista la sempre maggiore longevità raggiungibile? Peraltro, storie di connazionali che arrivano a spegnere candeline oltre i 100 non fanno ormai più notizia..

O ancora, quanto è importante che a una famiglia monoreddito che stia scontando un Mutuo siano suggerite le opportune coperture assicurative per la sostenibilità nel lungo termine del debito nel caso in cui il “capofamiglia” non fosse più in condizioni di farlo ?

E poi l’ingresso nel mondo del lavoro, il matrimonio, l’acquisto di una casa, o quello in miniatura di un’auto sono tutti momenti topici, accompagnati da desideri che richiedono risorse finanziarie per animarsi.
In qualità di risparmiatori, pertanto, dovremmo chiederci cosa siamo disposti a cedere oggi, per essere liberi di scegliere domani e vivere con una maggiore serenità, fin da oggi.

Sì, perché decidere di accantonare risparmio significa, in primis, educare l’istinto naturale che ci porterebbe a spendere il nostro denaro nell’immediato. Investirlo, al contrario, implica la rinuncia a consumarlo tutto per attendere che torni nelle nostre disponibilità in un tempo successivo. E non prima che abbia assolto il compito di realizzare una manciata di bisogni.

Ecco il punto: se il Futuro è “il capitale” da preservare, oggi è il tempo in cui pianificarlo.

 “Hai mai sentito parlare di “piano finanziario” ?

Rispondo così all’amica d’infanzia con cui chiacchiero da oltre mezz’ora attraverso video call mentre la osservo sullo sfondo di una bellissima vetrata che, alle sue spalle, proietta già nella stanza la quiete della sera: tra me e lei c’è un fuso orario di circa sei ore e un paio di continenti, pertanto quando ci salutiamo, per lei è ormai ora di cena, mentre per me appena quella di pranzo.

Ci conosciamo da oltre venti anni. Lei vive e lavora all’estero insieme alla sua famiglia. Molti cambiamenti di vita personali, professionali e, non da ultimo, finanziari la spingono oggi a chiedere di me e del mio consiglio.

Chiacchieriamo di tutto un po’, delle difficoltà del momento unico che viviamo e del bungee jumping (salto con l’elastico) dei mercati finanziari, ma il discorso si focalizza, quasi subito, sulla sua principale preoccupazione: dover avviare le sue due figlie agli studi universitari e non aver ancora “organizzato” le risorse finanziarie necessarie per assicurare loro un percorso agevole e garantito.

La separazione dal marito unisce all’assenza di ogni tipo di sussidio economico da parte di lui anche la fatica di immaginarsi da sola nella crescita delle ragazze. Tutto ciò complica di non poco la scena e ciò che rischia di restare compromessa è la serenità delle tre donne, presente e futura.

Il taglio poi dello stipendio di ben il 25 %, subito a causa della frenata pandemica e della ristrettezza di progettualità da parte dell’azienda per cui lavora e riveste un ruolo di tutto rispetto, la priva di quella che è stata fino a ieri la sua ordinaria capacità di risparmio, non lasciandole margini per accumulare.

Tanta liquidità sui conti, molte incertezze per l’oggi, e nessun piano finanziario per il futuro. (Almeno, per ora).

Questi, in sintesi, i punti salienti del nostro dialogo.

Quando la saluto, il foglio bianco che ho davanti si è già popolato di desiderata con a fianco, appuntata, una data specifica. Una, per ogni obiettivo dichiarato. Più in basso, a lato di ciascuno, il proprio nome.

E accanto, il relativo fabbisogno finanziario.

E’ ora di salutarci, sia per lei sia per me. Ci “rivedremo” la settimana successiva, per un’altra conversazione che aggiungerà, senz’altro, confidenza (per parte sua) e consulenza, dal canto mio.

Parleremo soprattutto di lei, dell’Efficacia del suo nuovo Piano Finanziario e di quanto Capitale, oltre quello monetario, staremo preservando per il futuro.

 

Francesca Lauro

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Francesca Lauro

Vivo e lavoro in Penisola Sorrentina, Mi occupo di consulenza finanziaria da circa venti anni: la ritengo una professione importante e in grado di crescere attraverso la Forza delle relazioni che riesce a esprimere. Credo fortemente nell’utilità della pianificazione, che ne è la “rappresentante” sul piano esperienziale, e nella sua importanza strategica per la vita delle persone. La mia è un’attività di tipo progettuale: serve a ^pianificare^ Obiettivi, crea progetti adatti a soddisfare bisogni, richiede Motiv-Azione ed è utile per risolvere Esigenze. Me ne occupo, insieme ai miei clienti, dal 2001 e se dovessi disegnarla, la farei rotonda: è una consulenza che va dalla gestione di portafogli finanziari d’investimento, alla costruzione di piani pensionistici, all’adozione di soluzioni assicurative inclusa la protezione del patrimonio e arriva fino alla gestione del passaggio generazionale dei beni. Nella migliore delle ipotesi è fatta, appunto, ^di tutto, un po’^.. Gli studi universitari e la laurea in Sociologia mi aiutano ad assegnare centralità alla Relazione Interpersonale e a riconoscerne il Baricentro: la Condivisione. La formazione bancaria e la specializzazione Efpa, raggiunta con la certificazione di European Financial Advisor, mi consentono di affinare costantemente le mie competenze e di rinnovare la conoscenza degli strumenti validi e indispensabili a una professionalità che voglia essere di valore e quanto mai consapevole. Ho studiato Francese all’Alliance Francaise di Parigi e mi diverto a tradurre libri: adoro “mediare”. Mi appassiona ogni tipo d’intelligenza e mi conquista, non è un caso, l’ironia. Mi convince la fedeltà a un Progetto, ancor di più mi vince la Fiducia, quella a prescindere (donata e ricevuta) .. Non trovo ancora ciò che mi avvilisca sul serio, tranne l’idiozia. Sento di avere ogni giorno un’età diversa. E mi piace perdere il conto degli anni, piuttosto conto gli attimi. Spero di aver voglia domani di scrivere un libro e, intanto, punto a vivere la mia vita in modo da non fare alcuno sforzo a riempirne le pagine. La mia più grande passione, insieme allo smooth jazz, è fatta di ^ ..Ritmo, Nervi, Forza e Carattere ^ [cit]: È il Tango.

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