Economia

Previsioni di lenta ripresa per l’economia inglese

Il discorso del Cancelliere dello Scacchiere

L’economia inglese non è prevista tornare a livelli pre-COVID prima del quarto quarto del 2022.

Rishi Sunak è il Cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, un ruolo comparabile a quello di un Ministro delle Finanze. Negli ultimi mesi è stato fonte di ottimismo. Il suo discorso di oggi al Parlamento, però, ha condiviso previsioni di una lenta ripresa l’economia inglese e di una continua crescita del debito pubblico, almeno per i prossimi anni.

La seguente è una traduzione di un estratto del suo discorso.

“L’OBR (Office for Budget Responsibility) prevede che l’economia a fine anno si sarà contrarrà del 11.3%, il più grande calo degli ultimi 300 anni.

Quando le restrizioni verranno rilassate, il gruppo si aspetta che l’economia comincerà a recuperare, crescendo del 5.5% l’anno prossimo, del 6.6% nel 2022 e rispettivamente dell’1.7% e 1.8% negli anni successivi.

Nonostante il ritorno alla crescita, l’economia non è prevista tornare ai livelli simili a quelli precedenti alla crisi fino al quarto quarto del 2022. E i danni all’economia perdureranno. Questo significa che nel 2025 l’output nazionale sarà minore del 3% rispetto alle previsioni di marzo.

Mr. Speaker,

L’impatto economico del coronavirus, così come quello delle decisioni che il governo ha dovuto prendere, ha comportato una significativa, sebbene necessaria, crescita dell’indebitamento. Si prevede che il deficit del Regno Unito quest’anno ammonterà a £394 miliardi, equivalente al 19% del PIL. Il più alto di sempre in tempi di pace.

Si prevede scenderà a £164 miliardi il prossimo anno, e poi a circa £105 miliardi nel 2022-23. Infine, dovrebbe stabilizzarsi a £100 miliardi, equivalente al 4% del PIL, nel 2024.

Il debito pubblico – dopo aver rimosso l’effetto temporaneo degli acquisti di asset da parte della Banca d’Inghilterra – è previsto aumentare al 91.9% del PIL entro la fine dell’anno.

Inoltre, a causa di un maggiore indebitamento, e di un deficit che si prevede protrarsi nei prossimi anni, il debito pubblico continuerà a salire, fino a raggiungere eventualmente il 97.5% del PIL nel 2025-26.

Questi sono costi elevati, ma sarebbero stati maggiori qualora non avessimo agito con decisione. Ciononostante, la situazione è chiaramente insostenibile a lungo andare.

Abbiamo potuto prendere queste decisioni solamente grazie alle nostre solide finanze pubbliche – e abbiamo la responsabilità, quando l’economia avrà recuperato, di tornare a una posizione fiscale sostenibile.”

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