Economia

La banca che vorrei

La banca che vorrei

A dirla tutta le banche come le vivevamo anche prima del covid non avevano molta ragion d’essere.

Sempre più prodotti e servizi delle stesse sono stati e verranno in un prossimo futuro disintermediati da terzi che forti dei loro “dati” recuperati da servizi web social ed ecommerce potranno proporsi con prodotti base, come interessanti alternative.

Durante il primo lockdown il funerale delle filiali fisiche tra gli addetti del settore finanziario era dato per certo. E se capovolgessimo un punto di vista scontato per guardare il tutto da altra angolazione? Probabilmente cambierebbero anche le nostre considerazioni in merito.

Gli sportelli di cassa adibiti a prelievi e versamenti di contanti sono legati a quello che sembra il futuro delle banconote fisiche.

Tutto il resto? Riorganizzare, riprogrammare, ristrutturare moltiplicando le filiali. Filiali non più grandi e mastodontiche, con archivi fisici e mezzi forti, sempre più lente nel loro proporsi alla clientele giorno dopo giorno, ma piccole agili leggere ed open space.

Una serie infinita di “punti di incontro” tra cliente e dipendente con connessione wi-fi  senza stampanti ma con un piccolo angolo bar e scrivanie dove condividere la consulenza. Clienti e dipendenti non più collegati ad una filiale fisica ma liberi di incontrarsi dove più agevole per la clientela.

Per organizzare la scaletta dei vari appuntamenti di giornata nei vari corner basta una semplicissima app.
Il business del futuro saranno i dati e non i prodotti. Le banche dispongono già di una dose imponente di tali dati che forse non vengono sfruttati ancora con logiche virtuali dell’app-touch&web.

Immagino una struttura organizzata in orizzontale piuttosto che in verticale.
Una realtà che dovrà inevitabilmente proporsi come alternativa alle grandi aziende del tech. Sfidare questi colossi che stanno per approcciarsi ai servizi bancari, ha poco senso da un punto di vista quantitativo ma non da quello qualitativo.

La banca che vorrei? Una realtà che del passato abbia in comune solo la denominazione.

Una realtà che farà crescere con nuove indispensabili competenze organizzative professionali ed umane i propri dipendenti. Una realtà che cercherà di elevare i propri clienti verso servizi sempre più su misura.

Il private ad esempio verso una consulenza a 360 gradi non solo ptf ed investimenti.
Il retail con consulente dedicato on line con maggiore autonomia nello sviluppo e gestione della relazione.

Immagino una banca dove saranno i servizi offerti e non i prodotti a creare marginalità, la durata della relazione a creare valore aggiunto nel tempo a clienti ed istituti.

Servizi dicevamo… comincerei dal cloud ed a tutti quei servizi che un domani saranno ad esso collegati.

 

Giovanni Cedaro

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Giovanni Cedaro

Da sempre interessato al mondo del risparmio e degli investimenti, conseguito il diploma tecnico-commerciale e dopo breve attività di rappresentanza, ho avuto la fortuna di tradurre questa mia passione in attività lavorativa come dipendente bancario.

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