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Banche post-Covid-19: sull’orlo di un baratro

Il 2° rapporto CEPR / IESE dipinge un futuro fosco

Banche post-Covid-19: sull’orlo di un baratro

Le analisi del report lasciano poco spazio ai dubbi: nel mondo bancario, nel mondo post Covid_19, ci sarà ancora molto da soffrire. Il momento che stiamo vivendo, sottolinea il report, sembra apparire molto transitorio e all’orizzonte si stagliano nubi minacciose che non lasciano presagire nulla di veramente positivo. Tra qualche anno ci saranno ancora le banche come le immaginiamo noi? Come le abbiamo sempre conosciute? E’ possibile che il modello sia talmente superato e che siano gli stessi regolatori e controllori centrali i picconatori finali dei vecchi modelli? Si è percepita la reale ed effettiva portata della rivoluzione digitale e soprattutto delle nuove monete digitali?

Il report che porta in calce le firme di Elena Carletti, Stijn Claessens, Antonio Fatás, Xavier Vives sembra anticiparci con dovizia di particolari la direzione che si sta effettivamente prendendo.

IL RAPPORTO

Gli effetti della crisi del Covid-19 si aggiungono alla combinazione nell’ultimo decennio di tassi di interesse costantemente bassi, modifiche normative e concorrenza da parte delle banche ombra e dei nuovi operatori digitali che hanno sfidato il modello di business bancario tradizionale pre-Covid-19. Il secondo rapporto della serie CEPR / IESE sul futuro del settore bancario affronta queste sfide cruciali, esaminando le risposte competitive dei diversi attori sia di operatori storici che di nuovi entranti e le relative questioni politiche e normative.La pandemia Covid-19 ha provocato una profonda crisi economica globale. Tuttavia, nel mezzo delle turbolenze finanziarie degli ultimi mesi, le banche sono state una fonte di resilienza. Grazie alle importanti riforme seguite alla crisi finanziaria globale del 2007-2009, le banche molto meglio capitalizzate e più liquide non sono state sotto stress immediato. Le banche, infatti, sono viste come utili per supportare le reali esigenze di finanziamento del settore. Ma successivamente andranno sotto stress. Possono sorgere insolvenze su vasta scala tra le imprese. Potrebbe seguire un’ondata di fallimenti tra le famiglie. Le banche alla fine potrebbero rimanere intrappolate, con tensioni che superano quelle previste in molti test.

Gli effetti della crisi si aggiungono alla combinazione nell’ultimo decennio di tassi di interesse costantemente bassi, modifiche normative e concorrenza da parte delle banche ombra e dei nuovi operatori digitali che hanno sfidato il modello di business bancario tradizionale pre-Covid-19. Il rapporto affronta queste sfide cruciali, esamina le risposte competitive dei diversi attori – sia operatori storici che nuovi operatori – e le relative questioni politiche e normative. Sostiene che:

  • A breve termine, le banche possono godere di una rivitalizzazione del prestito di relazione poiché canalizzano i fondi verso i clienti durante la crisi e godono della protezione della rete di sicurezza e dell’accesso al finanziamento dei depositi.

 

  • Tuttavia, la crisi del Covid-19 accelererà le tendenze pre-crisi poiché una crescita contenuta e tassi di interesse bassi persisteranno per molto tempo. Metterà alla prova la resilienza del sistema finanziario, le riforme normative attuate dopo la crisi finanziaria globale e i limiti dell’intervento della banca centrale.

 

  • Sebbene le banche possano beneficiare di un sollievo normativo e di vigilanza temporaneo, la digitalizzazione riceverà un grande impulso, con nuovi entranti che sfideranno le banche. La digitalizzazione aumenterà la contendibilità dei servizi finanziari, ma il suo impatto a lungo termine dipenderà dalla struttura del mercato che prevale. Il settore bancario può passare dall’oligopolio tradizionale a un sistema con poche piattaforme dominanti che controllano l’accesso a una base di clienti frammentata, con poche aziende BigTech e alcuni operatori storici trasformati in piattaforma che monopolizzano l’interfaccia con i clienti.

 

  • Le banche di medie dimensioni ne soffriranno poiché non sono in grado di gestire le efficienze in termini di costi e gli investimenti IT che sono cruciali nel nuovo ambiente. Il consolidamento potrebbe essere una via di fuga per le banche in difficoltà, ma nel mondo successivo al Covid-19, gli ostacoli politici alle fusioni transfrontaliere potrebbero riemergere man mano che gli stati diventano più protettivi nei confronti dei loro campioni bancari nazionali, con banche considerate strategiche.

 

  • Le autorità di regolamentazione devono adattarsi alla rivoluzione digitale bilanciando l’agevolazione della concorrenza e consentendo i vantaggi dell’innovazione con la protezione della stabilità finanziaria. A tal fine, devono coordinare la regolamentazione prudenziale e la politica di concorrenza con le politiche in materia di dati, navigando in complessi compromessi.

 

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Leopoldo Gasbarro

Direttore di Wall Street Italia e del network finanziario del Gruppo Triboo. Collaboro con Il Giornale per il quale curo la rubrica "Mercati che Fare". Scrittore? Mi diverto a raccontare storie importanti, come quella di Ennio Doris presidente di Banca Mediolanum in "C'è anche Domani" edito da Sperling e di Niko Romito lo chef italiano più emergente (Sperling) in "Apparentemente Semplice". Il mi libro "Rischio Banche" (Sperling) analizza il momento difficile vissuto dal sistema bancario italiano cercando di rendere più edotti i cittadini sui nuovi comportamenti da detenere nella gestione del rapporto con gli istituti di credito. Ho scritto dodici libri, l'ultimo "il Tempo della Verità", edizioni Sperling, è uscito il 25 febbraio scorso.

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