Economia

Il vaccino: l’ultimo ma solo in ordine cronologico dei dilemmi di questo momento “storico”

Il vaccino: l’ultimo ma solo in ordine cronologico dei dilemmi di questo momento “storico”

E siamo davanti all’ultima delle tante perplessità ma solo cronologicamente parlando: vaccino o non vaccino …

Che alle domande non seguono mai risposte chiare se ne ha oramai contezza da tempo e anche che i dubbi in questo ultimo periodo sono stati i migliori compagni di viaggio, come quello recente del  vaccino. E’ cosa nota che i vaccini da quando sono stati scoperti hanno salvato milioni di vite e contribuito alla scomparsa di malattie pericolose come il vaiolo.

E’ altrettanto cosa nota che nella società moderna, era di internet, circolano tante informazioni a volte anche poco attendibili che portano molti a scegliere la via del non vaccinarsi magari con il rischio di compromettere la salute propria e di chi ha intorno.

L’art. 32 della Costituzione ci dice che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Si  definisce chiaramente la salute come un diritto fondamentale dell’individuo, che deve essere garantito a tutti.

La Corte costituzionale poi, ha sottolineato che la salute non deve essere intesa come “semplice assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico e psichico”.

Quando l’art. 32 dice “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, intende che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario, soprattutto attraverso un DPCM, nel caso specifico e attuale, vaccinarsi per sconfiggere il  covid 19.

Il vaccino è un trattamento eccezionale, secondo la scienza medica, necessario a  frenare un evento eccezionale, come  lo è il virus covid19 che tiene prigioniero il  mondo intero da mesi, pertanto, non rimane che arrivare alla veloce conclusione che se si vuol tornare ad una vita “normale” è opportuno affidarvisi.

E’ doveroso sottolineare anche che credere  che i vaccini siano inutili non è cosa opportuna, quale altra alternativa rimane affinchè si possa  tornare là fuori e ad una vita normale se non si è coperti da un vaccino o,  come si può pensare  di non essere un pericolo per chi magari crede nella terapia della vaccinazione ma non può avvalersene perché appartiene a quelle categorie a rischio come ad esempio le  immunodepresse.

Il timore degli effetti collaterali è di molti, ma è sempre compito della scienza medica dover garantire che siano inferiori rispetto alla certezza dei benefici che ne deriveranno.

Non è un obbligo vaccinarsi va ribadito, ma per raggiungere l’immunità di gregge vi è necessità della terapia e affinchè questa sia efficace almeno il 70% della popolazione deve farne ricorso.

In questa prima fase lo Stato non ha introdotto l’obbligo del vaccino, si avvale di una forte campagna di sensibilizzazione nella speranza di una buona risposta che consentirà di  raggiungere l’ adeguata copertura ma, se così  non sarà, allora il Parlamento potrà introdurre misure che porteranno a controllare i propri cittadini,  si sta già parlando di un patentino che consentirà alle persone vaccinate di circolare più liberamente .

Non sarà un obbligo preciso ma implicitamente porterà alla limitazione della   libertà del singolo non vaccinato a circolare in posti affollati come stadi, stazioni, aeroporti, concerti, teatri per tutelare la salute degli altri.

Molti paesi europei hanno già intrapreso iniziative simili.

La speranza è quella di non dover vedere impegnato il Parlamento e lo Stato italiano ad emanare leggi che obblighino al  vaccino per il motivo che la scienza medica riesca a trasmettere quel livello di rassicurazione tale da portare il maggior numero di persone a vaccinarsi con tranquillità.

 

Lorena Polidori

 

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Lorena Polidori

Lorena Polidori, classe 68 mamma di Riccardo, laurea in Scienze Politiche, Master II livello Innovazione nella Pubblica Amministrazione e numerosi corsi professionalizzanti nel settore lavoro e formazione professionale. Funzionario direttivo amministrativo presso la Regione Marche con esperienza professionale più che decennale nel settore lavoro e formazione professionale FSE. Da sempre attratta dal mondo politico cuore pulsante della società con voce autonoma e critica anche quando ne ho ricoperto per anni ruoli di responsabilità interpretando sempre una visione equilibrata e costruttiva. Correntemente presente su L'Opinione delle libertà e Orizzonti39. Appassionata di sport che pratico sin da bambina e ancora oggi.

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